Riserve: una sicurezza contro gli imprevisti

Proprio come il meteo, anche l’economia è capricciosa. Le epidemie arrivano senza preavviso, e le previsioni non sono certo infallibili. Inutile farsi prendere dall’ansia: la vostra cassa malati è attrezzata per ogni evenienza.

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Con l’aumento dei premi, ormai una costante di questi tempi, le riserve di fondi delle casse malati sono diventate un tema controverso. È bene liberare il campo da ogni ambiguità e ricordare che queste eccedenze non costituiscono un vantaggio per gli assicuratori. Sono anzi una risorsa essenziale alla stabilità del sistema nel suo insieme, e rappresentano la garanzia di rimborso degli assicurati in qualsiasi momento ce ne sia bisogno.

Le riserve? Un dovere!

Disporre di riserve finanziarie per le casse malati è un obbligo, come disposto dalla Legge federale sulla vigilanza dell’assicurazione sociale contro le malattie (LVAMal). Secondo questa legge gli assicuratori devono accantonare risorse sufficienti per garantire la solvibilità. È il Consiglio Federale a stabilire il livello minimo di queste riserve.

In pratica, le assicurazioni devono sempre essere in grado di far fronte alle spese degli assicurati, anche ipotizzando il peggiore degli scenari. In caso di pandemia, per esempio, o di una congiuntura economica particolarmente negativa, grazie all’accantonamento delle riserve il vostro assicuratore avrà le spalle abbastanza larghe per coprire le spese mediche.

Altro punto essenziale è che alle casse malattia è vietato indebitarsi. In questo si differenziano da altre assicurazioni sociali, come ad esempio l’assicurazione di invalidità che, dopo aver accumulato deficit per anni, li ha poi compensati con un taglio delle prestazioni. Motivo di più per ribadire la necessità delle riserve.

Il test di solvibilità

Per determinare se un assicuratore dispone di riserve sufficienti occorre che superi il test di solvibilità LAMal, basato sul calcolo del rischio. Simile a quello della FINMA - che valuta gli assicuratori privati -, ma adattato alle specificità dell'assicurazione obbligatoria di base, il test prende in considerazione non solo i rischi legati ai mercati finanziari, ma anche situazioni particolari, come la comparsa di una pandemia. Potete trovare maggiori dettagli sul tema sul sito web della Confederazione.

In sostanza, le riserve delle casse malati corrispondono a due o tre premi mensili circa per assicurato. In altre parole, se l'intera popolazione sospendesse di colpo il pagamento dei premi, i fondi sanitari sarebbero in grado di far fronte alle spese per non più di due o tre mesi.

E in caso di eccedenze?

Se un assicuratore accumula riserve in eccesso, superando l'importo minimo stabilito dalla legge, può in casi particolari rimborsare una parte della somma ai propri assicurati. Questa pratica si applica solo se autorizzata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Se anche l’eccedenza non venisse immediatamente restituita, l’importo in surplus non andrebbe "perduto". Di solito, infatti, le spese superano le previsioni e le riserve in eccesso vengono riassorbite in modo naturale. In nessun caso questo denaro può trasformarsi in profitto per le assicurazioni.

Una cassa comune

La questione delle riserve delle casse malati torna sempre in primo piano, in particolare quando viene annunciato l’importo dei nuovi premi. A volte sono percepite negativamente, o comunque considerate eccessive.

Tuttavia questi accantonamenti esistono nell'interesse dell'assicurato: il denaro che li costituisce serve unicamente a rimborsare le cure. E quando tali somme fossero provvisoriamente più consistenti di quanto previsto dalla legge, sarebbero poi restituite, o usate per ammortizzare spese impreviste.

Proprio come l’importo dei premi, le riserve sono sottoposte a controlli rigorosi. Le somme non derivano da scelte arbitrarie degli assicuratori, ma dagli obblighi imposti dalla legge.

Le riserve sono parte integrante del nostro sistema salute, basato sulla solidarietà. Infatti non fanno distinzione tra assicurati, cantoni, classi di età. Non esistono riserve individuali, ma un’unica "cassa comune" costituita nell'interesse di tutti.

In conclusione, si inganna chi mette il sistema in discussione. Per agire concretamente contro l'aumento delle spese sanitarie, è molto meglio dare un’occhiata alla nostra guida dell'assicurato, e metterne in pratica i consigli!